Autore:
Dr Franjo Komarica

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Documenti del Vescovo di Banja Luka durante gli anni della guerra 1991-1995


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AI MEDIA

 

Lettera ai Mezzi di Comunicazione di Banja Luka
(Prot. n. 44/92 del 18 settembre 1992) 

CONDANNA PUBBLICA DEI CRIMINI CONTRO LA POPOLAZIONE CIVILE DI NAZIONALITA' SERBA

Ai media
Io ho già sentito, per mezzo dei media pubblici, dell'assassinio di un civile, questa volta di nazionalità serba, nel paesino di Serdari in Kotor Varo¹.
E' con profondo orrore che io più decisamente condanno questo crimine come qualsiasi altro crimine simile, non importa chi sia l'autore e chi sia la vitti­ma, e non solo nella regione di Kotor Varo¹ ma ovunque un tale crimine sia commesso.
La gente che può aver commesso un così selvaggio atto ha mostrato essa stessa di essere inumana.
Chiunque commette una tale atrocità, non importa chi essi siano, non può sperare niente di buono! Presto o tardi, la giustizia umana o di Dio lo raggiunge­rà.
Io esprimo le mie condoglianze a tutti quelli che lamentano questa morte, lo prego il Signore nostro Dio, amante di tutta la vita, di accorciare i giorni del male che ci è capitato e possa mostrare misericordia a tutti noi.
Ancora una volta mi appello a tutti quelli che portano armi, come pure a tutti quelli in posizione di responsabilità in Kotor Varo¹, di fermare lo spargimento di sangue e l'oppressione costante di vite innocenti e di iniziare finalmente a pen­sare che noi tutti siamo perdenti in questa sfortunata guerra. Solo una giusta e duratura pace può assicurare una coesistenza per tutti noi, non c'è alternativa sia in Kotor Varo¹ che da qualsiasi altra parte.
Per quelli al potere, fermate la guerra, noi tutti abbiamo bisogno di una pace duratura e giusta.

 FRANJO KOMARICA
Vescovo di Banja Luka

   c.c.:
              - TV Banja Luka
              - RADIO Banja Luka
              - "Glas Srpski" (voce serba) - Banja Luka
              - Segretariato della Conferenza episcopale della Bosnia-Erzegovina - Sarajevo
              - Segretariato della Conferenza episcopale croata - Zagabria
              - Nunziatura Apostolica – Belgrado

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(Prot. n. 1032/92 del 12 novembre 1992)

PROTESTA ALLA TV DI BANJA LUKA

Cari Signori,
E' con grande sorpresa e rammarico che noi sentiamo (11 nov. 1992) le accuse di ieri in TV, dell'abuso da parte della diocesi di Banja Luka e del suo Vescovo, nella recente visita dei giornalisti nella nostra città, cioè che abbiamo dato informazioni errate riguardo alla morte del parroco di Ravska padre Ivan Grgiæ.
Noi denunciamo energicamente le dette accuse come ancora un'altra mal­vagia falsità diretta contro la diocesi di Banja Luka e il suo Vescovo a capo.
Dichiarazioni come queste rendono i nostri sforzi fatti per arrivare alla pace tanto più difficili, specialmente in questo tempo di calamità e di sofferenza di gente innocente in queste regioni. Per di più, incrementa semplicemente l'incer­tezza e il male attorno a noi.
Io e tutti i miei concittadini ben intenzionati chiediamo: "perché vi state com­portando in questo modo e per quanto tempo durerà?"
Noi nutriamo la speranza che la nostra istituzione recupererà il buon senso presto e si libererà dalla propaganda fatale cosi che voi sarete in grado final­mente di ritrasmettere obiettivamente la verità sulla Chiesa Cattolica in queste regioni e, generalmente parlando, nel mondo. 

FRANJO KOMARICA
Vescovo di Banja Luka

     c.c.:
              - Radio Banja Luka
              - Staff Editoriale del "Glas Srpski" - Banja Luka
              - Presidente del Consiglio della città di Banja Luka - P. Radiæ
              - Ministro dell'Informazione della Repubblica Srpska - Pale

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Denuncia fatta al programma di attualità della Radio di Banja Luka
(Prot. n. 947/93 del 2 aprile 1993) 

L'INFORMAZIONE DA VOI DATA SUL VESCOVO DI BANJA LUKA E SOUI PRETI E' COMPLETAMENTE FALSA!

Ai media.
In risposta all'ultima (ripetuta) malformazione e inganno riguardanti il Vesco­vo di Banja Luka e i suoi preti che, secondo quanto si dice, organizzarono un incontro dopo la messa di domenica con l'intenzione di chiamare tutti gli uomini "a partire allo stesso tempo e andarsene dalla Krajina verso la Croazia" e in questo modo di creare "pressione ai croati fedeli di prepararsi a questa azione". Ciò fu ritrasmesso da alcuni media il 1° aprile di quest'anno, noi chiediamo: "è questo solamente un pesce d'aprile?". In nome della obiettività e della verità, prego trasmettere la seguente dichiarazione stampa.
L'informazione data è l'esatto opposto della verità. Basandovi sulle fonti più affidabili della Chiesa Cattolica in queste regioni, cioè il vescovo di Banja Luka, potete e dovete sapere che questo scenario completamente inumano e incivile dell'esodo e della espulsione dei croati cattolici e altri dalla nostra città di Banja Luka e di questa intera regione non può essere e mai era qualcosa che noi nella chiesa cattolica prepariamo o progettiamo, sebbene lo stesso non possa esse­re detto per altre persone mal intenzionate.
Il nostro dovere, comunque, è di valutare e di mettere in pratica i valori della Legge di Dio riguardanti l'importanza e la dignità di ogni essere umano e di aiu­tarlo nel miglior modo possibile sia materialmente sia spiritualmente e trattare ogni uomo come nostro fratello "sia nel bene che nel male" (2Tim 4,2) e con questo di sostenere il rispetto dei fondamentali diritti civili e delle libertà umane di ciascuno, così come l'inviolabile diritto di ognuno alla casa e alla patria.
Noi prendiamo la libertà, in questo contesto, di chiedervi ciò che segue:
"Perché il vescovo e i suoi preti o generalmente i membri della Chiesa Catto­lica sono una tale seccatura ad alcuni degli apprezzati concittadini? Quale male abbiamo portato su qualcuno? Chi abbiamo oppresso e a chi abbiamo portato via i diritti e la dignità umane? Dove abbiamo messo in pericolo la pace, la coesistenza e un futuro sicuro? Perché e secondo quali direzioni e ordini noi siamo costantemente svergognati e insultati? Che cosa ha contaminato e riem­pito i nostri cuori?"
Se voi sperate sinceramente di conoscere la verità sui Cattolici e la loro Chiesa qui ed altrove, perché non chiedete come siamo e di che cosa abbiamo bisogno e poi giriamo per tutto il mondo?
Come fedeli cristiani dovete essere consapevoli della verità delle origini di Dio che sono contenute nel Santo Vangelo e dal quale noi tutti dovremmo vivere "la retribuzione di Dio dal cielo è rivelata contro l'empietà e l'ingiustizia degli uomini che nella loro ingiustizia trattengono la verità" (Rom. 1,18) - "Chiunque semina ingiustizia raccoglie disastri" (Prov. 22,8) e "il tortuoso di cuore non trova la felicità (Prov. 17,20)

 FRANJO KOMARICA
Vescovo di Banja Luka

      c.c.:
              - P. Radiæ Sindaco di Banja Luka
              - Comandante l° Corpo d'Armata Krajina - Banja Luka
              - Ministro dell'informazione della Repubblica Srpska - Sarajevo
              - Nunziatura Apostolica - Belgrado
              - Segretario della Conferenza episcopale della Bosnia-Erzegovina - Sarajevo
              - Segretario della Conferenza Episcopale croata – Zagabria

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Denuncia del vescovo inoltrata al quotidiano della Repubblica Srpska
"Glas Srpski" (La voce Serba) Banja Luka
(Prot. n. 948/93 del 3 aprile 1993) 

PER QUANTO DURERANNO LE PUBBLICAZIONI DEI VOSTRI INGANNI SUBDOLI RIGUARDANTI IL NOSTRO VESCOVO?

Ai media.
Nella vostra edizione numerata 6938 del 2 aprile 1993, la penna del nostro ben conosciuto M.M. ha scritto ulteriori false informazioni e bugie subdole ri­guardanti il Vescovo di Banja Luka e i suoi preti. Apparentemente essi organiz­zarono un incontro dopo la messa di domenica "con gli uomini e si sono messi d'accordo di partire tutti insieme subito e andarsene da Krajina e dirigersi verso la Croazia" creando "una loro forma di pressione sui croati fedeli a prepararsi per questa azione".
Il punto culminante della scorrettezza della stessa intenzione di ingannare il nostro pubblico è il pretendere, che (!) "perfino alla messa principale in Banja Luka, la quale era presieduta dal vescovo Komarica" ci furono apparentemente "discussioni con gli uomini riguardo all'attuazione del detto piano". Queste appa­renti informazioni sono raccolte da "fonti di fiducia"
E' il diritto di ognuno di indicare l'ignoranza di qualcuno riguardo qualche cosa o qualcuno (in questo caso la presentazione della nostra messa nelle chiese cattoliche).
Comunque, riuscire a diffondere così ovvie bugie al pubblico riguardanti i nostri servizi, e le quali ogni croato cattolico riconosce come false, è oltre la comprensione di ogni essere umano decente e merita la più acuta punizione in ogni stato giuridico.
Con riferimento al detto diritto dai nostri corrispondenti, io chiedo che infor­miate il pubblico della verità di quello che è successo interamente e pubblichiate ciò che segue:
Questi diritti, come molti prima di loro, sono interamente l'opposto della veri­tà! Non c'erano incontri tenuti per il riassetto dei cattolici, né ora né mai e spe­cialmente non nelle chiese cattoliche di questa diocesi.
Basandovi sulle fonti più affidabili della Chiesa Cattolica in queste regioni, cioè il vescovo di Banja Luka, potete e dovete sapere che questo scenario com­pletamente inumano e incivile dell'esodo e dell'espulsione dei croati cattolici e altri dalla nostra città di Banja Luka e di questa intera regione non può essere e mai era qualcosa che noi nella chiesa cattolica prepariamo o progettiamo, seb­bene lo stesso non possa essere detto per altre persone mal intenzionate.
Il nostro dovere, comunque, è di valutare e di mettere in pratica i valori della Legge di Dio riguardanti l'importanza e la dignità di ogni essere umano e di aiu­tarlo nel miglior modo possibile sia materialmente sia spiritualmente e trattare ogni uomo come nostro fratello "sia nel bene che nel male" (2 Tim 4,2) e con questo di sostenere il rispetto dei diritti e libertà fondamentali civili e umani di ciascuno, cosi come l'inviolabile diritto di ognuno alla casa e alla patria.
Noi prendiamo la libertà, in questo contesto, di chiedervi ciò che segue:
"Perché il vescovo e i suoi preti o generalmente i membri della Chiesa Catto­lica sono una tale seccatura ad alcuni degli apprezzati concittadini? Quale male abbiamo portato su qualcuno? Chi abbiamo oppresso e a chi abbiamo portato via i diritti e la dignità umane? Dove abbiamo messo in pericolo la pace, la coesistenza e un futuro sicuro? Perché e secondo quali direzioni e ordini noi siamo costantemente svergognati e insultati? Che cosa ha contaminati e riem­pito i nostri cuori?"
Se voi sperate sinceramente di conoscere la verità sui Cattolici e la loro Chiesa qui ed altrove, perché non chiedete come siamo e di che cosa abbiamo bisogno e poi giriamo per tutto il mondo?
Come fedeli cristiani dovete essere consapevoli della verità delle origini di Dio che sono contenute ne! Santo Vangelo e dal quale noi tutti dovremmo vivere "la retribuzione di Dio dal cielo è rivelata contro l'empietà e l'ingiustizia degli uomini che nella loro ingiustizia trattengono la verità" (Rom. 1,18) - "Chiunque semina ingiustizia raccoglie disastri" (Prov. 22,8) e "il tortuoso di cuore non trova la felicità (Prov. 17,20) 

FRANJO KOMARICA
Vescovo di Banja Luka

     c.c.:
              - P. Radiæ Sindaco di Banja Luka
              - Comandante I" Corpo d'Armata Krajina - Banja Luka
              - Ministro dell'informazione della Repubblica Srpska - Sarajevo
              - Nunziatura Apostolica - Belgrado
              - Segretario della Conferenza episcopale della Bosnia-Erzegovina - Sarajevo
              - Segretario della Conferenza episcopale croata - Zagabria

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Denuncia al "Glas Srpski" di Banja Luka
(Prot. n. 306/95 del 6 maggio 1995) 

L'AGENZIA NOTIZIE SRNA DELLA REPUBBLICA SRPSKA RISUONADI FALSITA'

Ai media:
Nel numero di oggi del vostro giornale "Glas Srpski" (la voce serba) - (n. 7659 in data 6/7 maggio 1995)- ci sono due articoli dì notizie della SRNA pubbli­cati, i quali, a metterla dolce, sono infestati con false informazioni e invenzioni. Noi desideriamo denunciarle per amore dell'informazione obiettiva. Noi chiedia­mo che pubblichiate questa denuncia nel vostro prossimo numero, cominciamo dall'inizio:
I. Le notizie dell'articolo stampate sulla seconda pagina sotto il titolo "Mini­stero del Culto nel governo della repubblica serba - vescovo non arrestato"
1) Nella lettera del vescovo di Banja Luka, mons. F. Komarica al ministero della religione, (n. 303/95 datato 5 maggio 1995 c.a.), non si chiede in nessun posto "una spiegazione della scomparsa di 16 suore da Nova Topola". Nella lettera è notato che le suore sono state rapite con forza da questi due antichi conventi. Il numero di suore non è stato menzionato in nessun posto.
2) In seguito nell'articolo è dichiarato che "nello stesso messaggio il vesco­vo Komarica cita che egli personalmente, costantemente e più recentemente, ha intrapreso tutte le misure a lui disponibili per proteggere la popolazione espo­sta serbo-ortodossa nella regione della Slovenia occidentale..." La questione non è dello stesso messaggio ma uno dei vari appelli dalla diocesi di Banja Luka che ho fatto più recentemente, in particolare la corrispondenza numerata 299/5 e datata 4 maggio 1995, spedita alle organizzazioni UNHCR e ICRC, così come al altre fonti dei media nei quali, tra altre cose, dichiarai e richiesi "protezione per ogni persona oppressa senza badare alla religione o gruppo nazionale ella ap­partenesse".
3) SRNA nota la seguente dichiarazione fatta dal ministro Davidoviæ: "Abbia­mo informato il Vescovo che le suore sono state trasportate nella Repubblica Croata a loro personale richiesta. Le agenzie di notizie hanno avvisato che al loro arrivo in Zagabria, le suore hanno dichiaralo che il vescovo Komarica era stato arrestato, ciò non è vero, ed essi potevano avere avuto conoscenza di una tale informazione".
Questo vescovo non ha fino a questa data ricevuto nessuna informazione dal ministero della religione, che le suore abbiano fatto una tale richiesta cioè di essere trasportate in Croazia, né verbalmente né per iscritto, né siamo stati avvisati che una tale cosa sarebbe successa a loro.
Per quanto sappiamo, le notizie dell'arresto del vescovo Komarica furono trasmesse la prima volta dalla agenzia notizie ISKRA della Repubblica Serba di Krajina, molto prima che le suore potessero essere arrivate in Zagabria.
4) "lo mi aspetto che il vescovo Komarica continuerà a chiedere al Governo Croato di impedire il genocidio contro i serbi nella Slovenia occidentale, "disse il ministro della religione D. Davidoviæ secondo la SRNA ed egli "confermò che il governo della Repubblica Srpska, come ha fatto fino ad ora, farà ogni cosa per assicurare completa protezione per i preti e fedeli Romani".
Durante questa guerra in innumerevoli occasioni, il vescovo Franjo alzò la voce per la protezione di "ogni singolo oppresso", senza badare a quale religio­ne o nazionalità egli appartenga".
Comunque, le sue richieste erano molto spesso "una voce perduta nel de­serto". Malgrado ciò egli continuò ad alzare la sua voce in protezione di "ogni vita umana" senza badare a chi essa potesse appartenere, fondandosi sull'im­pegno al Vangelo di Cristo che egli è costretto a predicare.
Incluse sono le ultime risposte spedite dall'arcivescovo Cardinale F. Kuhariæ di Zagabria e dal Presidente della Croazia F.Tuðman inoltrate al vescovo Koma­rica e ai suoi appelli per la protezione della popolazione serba in Croazia.
Noi aspettiamo giustamente che il Governo della Repubblica Srpska faccia ogni cosa per proteggere i preti e i fedeli cattolici romani nel territorio della Re­pubblica Srpska. Il pubblico di casa e del mondo è consapevole, e così dovreb­be essere l'agenzia SRNA, che la maggioranza della diocesi cattolica romana di Banja Luka durante questa intera sfortunata guerra si è comportata eccezional­mente pacificamente, preparata a soffrire il male piuttosto che ad infliggerlo a qualcuno! Sfortunatamente l'innegabile violento rapimento delle suore dai loro antichi conventi in Bosanski Aleksandrovac e in Nova Topola indicano qualcosa di totalmente opposto alle dichiarazioni del ministro Davidoviæ.
5) SRNA cita "anche in una storia della SRNA il Capo dell'Ufficio in Banja Luka denunciò le notizie del sequestro del vescovo Komarica".
I giornalisti della SRNA non hanno fino ad oggi contattato l'ufficio del vesco­vo cosi che il Capo non avrebbe potuto dare tali possibili dichiarazioni. Coloro che hanno spedito false informazioni nel mondo dovrebbero essere responsabi­li di denunciare e non "il capo dell'ufficio del Vescovo".
II. Una notizia anche stampata a pagina due e titolata "Denunce del vescovo. Komarica è vivo, sta bene ed è al sicuro".
1) Come detto sopra, il Capo dell'Ufficio del Vescovo non ha denunciato niente fino ad ora poiché non gli è stato chiesto niente dalla agenzia SRNA.
2) Nello stesso articolo che il Presidente dei Consiglio per Banja Luka, Predrag Radiæ dichiara che "le autorità civili e militari non permetteranno a chiunque di turbare il sistema legale e certamente non permetteranno di prendere come ostag­gi qualunque autorità religiosa indipendentemente dalla sua confessione religio­sa".
Mentre sono grato al Presidente per queste parole chiaramente espresse, mi aspetto che i rappresentanti interessati del Governo locale in altre regioni prendano posizioni chiare e le osservino in realtà
              Ossequi.

 FRANJO KOMARICA
Vescovo di Banja Luka
IVICA BO®INOVIÆ
Cancelliere del Vescovo

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Dichiarazione pubblica in risposta alla "dichiarazione" pubblicata da parte di "Associazioni rifugiati Serbi della precedente Repubblica Jugoslava di Croazia", pubblicata in Banja Luka il 15 maggio 1995
(Prot. n. 374/95 del 26 maggio 1995)

 MALGRADO I NOSTRI CONSISTENTI SFORZI PER AIUTARE TUTTA QUELLA GENTE OPPRESSA E SENZA DIRITTO SIAMO COSTANTEMENTE DI FRONTE ALL'INGIUSTIZIA E A NUOVE ATROCITA'

Cari Signori/e
Voi riceveste e (pubblicaste) una "dichiarazione" da parte dell'Associazione Rifugiati Serbi della precedente repubblica jugoslava di Croazia del 25 maggio 1995, la quale era firmata dal Presidente dell'Associazione, dr. Milan Vujinoviæ in "risposta all'ultimo appello del vescovo di Banja Luka al presidente della Repub­blica della Croazia per proteggere i croati in Banja Luka con tutte le necessarie misure".
Vorrebbe gentilmente notare e pubblicare questa "dichiarazione" da parte del vescovo di Banja Luka in risposta alla sopra menzionata dichiarazione.
1) Il vescovo di Banja Luka considera ciò suo dovere, ora e in futuro, di con­tribuire a diffondere la verità e a portare una giusta pace per ogni uomo, ogni comunità religiosa ed etnica.
2) Le asserzioni notate le "dichiarazione" da parte dell'associazione rifugiati serbi della precedente repubblica di Croazia sono fondate su false presunzioni ed evidente ignoranza della verità riguardante la situazione nella quale si trova­no i cattolici nella diocesi di Banja Luka, né si menziona il comportamento fino ad oggi del vescovo, riguardante la protezione della libertà e dei diritti basilari umani e civili per i serbi sia in Bosnia-Erzegovina sia in Croazia.
3) Basandosi su interventi, dichiarazioni scritte e molte discussioni che il vescovo di Banja Luka, mons. Franjo Komarica, ha diffuso ai rappresentanti sia della gente serba o croata nella Repubblica Srpska e anche in Croazia, a tutta la gente competente in politica e ai capi di stato e ai rappresentanti della Chiesa Ortodossa Serba retta da Sua Santità il Patriarca Serbo mons. Pavle, è evidente che la posizione del vescovo fu per la pace con instancabili sforzi per proteggere tutta quella gente oppressa privata dei loro diritti, senza badare alla religione, nazionalità e differenza ideologica.
4) Noi ci rammarichiamo che i numerosi appelli del vescovo e dell'ordinario del vescovo fatti fino ad oggi per proteggere i serbi, dovunque essi fossero esposti all'oppressione, siano boicottati dai media di entrambi i lati, sono tutti negli archi­vi di questo ordinario.
5) Ci rammarichiamo anche che i nostri nuovi vicini, cioè membri della "As­sociazione Rifugiati Serbi" della precedente Repubblica Jugoslava di Croazia, sebbene anche loro stessi abbiano sperimentato l'ingiustizia e la sfortuna della guerra, abbiano emesso loro stessi questa "dichiarazione" con tutte le sue ne­gative ripercussioni per noi cittadini indigeni di Banja Luka, così che questo ci ha causato ingiustizia e ha posto la via per l'accadere di una ingiustizia, sebbene noi non abbiamo fatto niente per meritarci questo.
6) Come credenti in Dio, il Padre di tutti, il vescovo Komarica e tutti i membri della diocesi di Banja Luka faranno in futuro sia in parole che in opere ogni cosa per contribuire alla riconciliazione e alla pace nella verità, giustizia e amore. Gioiremo di più se ci troveremo dalla stessa parte per questo prezioso motivo con i membri della "Associazione Rifugiati Serbi", così come con tutta l'altra gente di buona volontà nella nostra regione e città. 

FRANJO KOMARICA
Vescovo di Banja Luka

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PROTESTA ALLA TV DI BANJA LUKA

L'INFORMAZIONE DA VOI DATA SUL VESCOVO DI BANJA LUKA E SOUI PRETI E' COMPLETAMENTE FALSA!

PER QUANTO DURERANNO LE PUBBLICAZIONI DEI VOSTRI INGANNI SUBDOLI RIGUARDANTI IL NOSTRO VESCOVO?

L'AGENZIA NOTIZIE SRNA DELLA REPUBBLICA SRPSKA RISUONADI FALSITA'

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