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AI MEDIA
Lettera
ai Mezzi di Comunicazione di Banja Luka
(Prot. n. 44/92 del 18 settembre 1992)
CONDANNA
PUBBLICA DEI CRIMINI CONTRO LA POPOLAZIONE CIVILE DI NAZIONALITA'
SERBA
Ai media
Io ho già sentito, per mezzo dei media pubblici, dell'assassinio
di un civile, questa volta di nazionalità serba, nel paesino
di Serdari in Kotor Varo¹.
E' con profondo orrore che io più decisamente condanno questo
crimine come qualsiasi altro crimine simile, non importa chi sia
l'autore e chi sia la vittima, e non solo nella regione di Kotor
Varo¹ ma ovunque un tale crimine sia commesso.
La gente che può aver commesso un così selvaggio atto
ha mostrato essa stessa di essere inumana.
Chiunque commette una tale atrocità, non importa chi essi
siano, non può sperare niente di buono! Presto o tardi, la
giustizia umana o di Dio lo raggiungerà.
Io esprimo le mie condoglianze a tutti quelli che lamentano questa
morte, lo prego il Signore nostro Dio, amante di tutta la vita,
di accorciare i giorni del male che ci è capitato e possa
mostrare misericordia a tutti noi.
Ancora una volta mi appello a tutti quelli che portano armi, come
pure a tutti quelli in posizione di responsabilità in Kotor
Varo¹, di fermare lo spargimento di sangue e l'oppressione costante
di vite innocenti e di iniziare finalmente a pensare che noi tutti
siamo perdenti in questa sfortunata guerra. Solo una giusta e duratura
pace può assicurare una coesistenza per tutti noi, non c'è
alternativa sia in Kotor Varo¹ che da qualsiasi altra parte.
Per quelli al potere, fermate la guerra, noi tutti abbiamo bisogno
di una pace duratura e giusta.
FRANJO
KOMARICA
Vescovo di Banja Luka
c.c.:
- TV Banja Luka
- RADIO Banja Luka
- "Glas Srpski" (voce serba) - Banja Luka
- Segretariato della Conferenza episcopale della Bosnia-Erzegovina
- Sarajevo
- Segretariato della Conferenza episcopale croata - Zagabria
- Nunziatura Apostolica – Belgrado
(Prot.
n. 1032/92 del 12 novembre 1992)
PROTESTA
ALLA TV DI BANJA LUKA
Cari
Signori,
E' con grande sorpresa e rammarico che noi sentiamo (11 nov. 1992)
le accuse di ieri in TV, dell'abuso da parte della diocesi di Banja
Luka e del suo Vescovo, nella recente visita dei giornalisti nella
nostra città, cioè che abbiamo dato informazioni errate
riguardo alla morte del parroco di Ravska padre Ivan Grgiæ.
Noi denunciamo energicamente le dette accuse come ancora un'altra
malvagia falsità diretta contro la diocesi di Banja Luka
e il suo Vescovo a capo.
Dichiarazioni come queste rendono i nostri sforzi fatti per arrivare
alla pace tanto più difficili, specialmente in questo tempo
di calamità e di sofferenza di gente innocente in queste
regioni. Per di più, incrementa semplicemente l'incertezza
e il male attorno a noi.
Io e tutti i miei concittadini ben intenzionati chiediamo: "perché
vi state comportando in questo modo e per quanto tempo durerà?"
Noi nutriamo la speranza che la nostra istituzione recupererà
il buon senso presto e si libererà dalla propaganda fatale
cosi che voi sarete in grado finalmente di ritrasmettere obiettivamente
la verità sulla Chiesa Cattolica in queste regioni e, generalmente
parlando, nel mondo.
FRANJO
KOMARICA
Vescovo di Banja Luka
c.c.:
- Radio Banja Luka
- Staff Editoriale del "Glas Srpski" - Banja Luka
- Presidente del Consiglio della città di Banja Luka - P.
Radiæ
- Ministro dell'Informazione della Repubblica Srpska - Pale

Denuncia
fatta al programma di attualità della Radio di Banja Luka
(Prot. n. 947/93 del 2 aprile 1993)
L'INFORMAZIONE
DA VOI DATA SUL VESCOVO DI BANJA LUKA E SOUI PRETI E' COMPLETAMENTE
FALSA!
Ai media.
In risposta all'ultima (ripetuta) malformazione e inganno riguardanti
il Vescovo di Banja Luka e i suoi preti che, secondo quanto si
dice, organizzarono un incontro dopo la messa di domenica con l'intenzione
di chiamare tutti gli uomini "a partire allo stesso tempo e
andarsene dalla Krajina verso la Croazia" e in questo modo
di creare "pressione ai croati fedeli di prepararsi a questa
azione". Ciò fu ritrasmesso da alcuni media il 1° aprile
di quest'anno, noi chiediamo: "è questo solamente un
pesce d'aprile?". In nome della obiettività e della
verità, prego trasmettere la seguente dichiarazione stampa.
L'informazione data è l'esatto opposto della verità.
Basandovi sulle fonti più affidabili della Chiesa Cattolica
in queste regioni, cioè il vescovo di Banja Luka, potete
e dovete sapere che questo scenario completamente inumano e incivile
dell'esodo e della espulsione dei croati cattolici e altri dalla
nostra città di Banja Luka e di questa intera regione non
può essere e mai era qualcosa che noi nella chiesa cattolica
prepariamo o progettiamo, sebbene lo stesso non possa essere detto
per altre persone mal intenzionate.
Il nostro dovere, comunque, è di valutare e di mettere in
pratica i valori della Legge di Dio riguardanti l'importanza e la
dignità di ogni essere umano e di aiutarlo nel miglior modo
possibile sia materialmente sia spiritualmente e trattare ogni uomo
come nostro fratello "sia nel bene che nel male" (2Tim
4,2) e con questo di sostenere il rispetto dei fondamentali diritti
civili e delle libertà umane di ciascuno, così come
l'inviolabile diritto di ognuno alla casa e alla patria.
Noi prendiamo la libertà, in questo contesto, di chiedervi
ciò che segue:
"Perché il vescovo e i suoi preti o generalmente i membri della
Chiesa Cattolica sono una tale seccatura ad alcuni degli apprezzati
concittadini? Quale male abbiamo portato su qualcuno? Chi abbiamo
oppresso e a chi abbiamo portato via i diritti e la dignità
umane? Dove abbiamo messo in pericolo la pace, la coesistenza e
un futuro sicuro? Perché e secondo quali direzioni e ordini noi
siamo costantemente svergognati e insultati? Che cosa ha contaminato
e riempito i nostri cuori?"
Se voi sperate sinceramente di conoscere la verità sui Cattolici
e la loro Chiesa qui ed altrove, perché non chiedete come siamo
e di che cosa abbiamo bisogno e poi giriamo per tutto il mondo?
Come fedeli cristiani dovete essere consapevoli della verità
delle origini di Dio che sono contenute nel Santo Vangelo e dal
quale noi tutti dovremmo vivere "la retribuzione di Dio dal
cielo è rivelata contro l'empietà e l'ingiustizia
degli uomini che nella loro ingiustizia trattengono la verità"
(Rom. 1,18) - "Chiunque semina ingiustizia raccoglie disastri"
(Prov. 22,8) e "il tortuoso di cuore non trova la felicità
(Prov. 17,20)
FRANJO
KOMARICA
Vescovo di Banja Luka
c.c.:
- P. Radiæ Sindaco di Banja Luka
- Comandante l° Corpo d'Armata Krajina - Banja Luka
- Ministro dell'informazione della Repubblica Srpska - Sarajevo
- Nunziatura Apostolica - Belgrado
- Segretario della Conferenza episcopale della Bosnia-Erzegovina
- Sarajevo
- Segretario della Conferenza Episcopale croata – Zagabria

Denuncia
del vescovo inoltrata al quotidiano della Repubblica Srpska
"Glas Srpski" (La voce Serba) Banja Luka
(Prot. n. 948/93 del 3 aprile 1993)
PER
QUANTO DURERANNO LE PUBBLICAZIONI DEI VOSTRI INGANNI SUBDOLI RIGUARDANTI
IL NOSTRO VESCOVO?
Ai media.
Nella vostra edizione numerata 6938 del 2 aprile 1993, la penna
del nostro ben conosciuto M.M. ha scritto ulteriori false informazioni
e bugie subdole riguardanti il Vescovo di Banja Luka e i suoi preti.
Apparentemente essi organizzarono un incontro dopo la messa di
domenica "con gli uomini e si sono messi d'accordo di partire
tutti insieme subito e andarsene da Krajina e dirigersi verso la
Croazia" creando "una loro forma di pressione sui croati
fedeli a prepararsi per questa azione".
Il punto culminante della scorrettezza della stessa intenzione di
ingannare il nostro pubblico è il pretendere, che (!) "perfino
alla messa principale in Banja Luka, la quale era presieduta dal
vescovo Komarica" ci furono apparentemente "discussioni
con gli uomini riguardo all'attuazione del detto piano". Queste
apparenti informazioni sono raccolte da "fonti di fiducia"
E' il diritto di ognuno di indicare l'ignoranza di qualcuno riguardo
qualche cosa o qualcuno (in questo caso la presentazione della nostra
messa nelle chiese cattoliche).
Comunque, riuscire a diffondere così ovvie bugie al pubblico
riguardanti i nostri servizi, e le quali ogni croato cattolico riconosce
come false, è oltre la comprensione di ogni essere umano
decente e merita la più acuta punizione in ogni stato giuridico.
Con riferimento al detto diritto dai nostri corrispondenti, io chiedo
che informiate il pubblico della verità di quello che è
successo interamente e pubblichiate ciò che segue:
Questi diritti, come molti prima di loro, sono interamente l'opposto
della verità! Non c'erano incontri tenuti per il riassetto
dei cattolici, né ora né mai e specialmente non nelle chiese cattoliche
di questa diocesi.
Basandovi sulle fonti più affidabili della Chiesa Cattolica
in queste regioni, cioè il vescovo di Banja Luka, potete
e dovete sapere che questo scenario completamente inumano e incivile
dell'esodo e dell'espulsione dei croati cattolici e altri dalla
nostra città di Banja Luka e di questa intera regione non
può essere e mai era qualcosa che noi nella chiesa cattolica
prepariamo o progettiamo, sebbene lo stesso non possa essere detto
per altre persone mal intenzionate.
Il nostro dovere, comunque, è di valutare e di mettere in
pratica i valori della Legge di Dio riguardanti l'importanza e la
dignità di ogni essere umano e di aiutarlo nel miglior modo
possibile sia materialmente sia spiritualmente e trattare ogni uomo
come nostro fratello "sia nel bene che nel male" (2 Tim
4,2) e con questo di sostenere il rispetto dei diritti e libertà
fondamentali civili e umani di ciascuno, cosi come l'inviolabile
diritto di ognuno alla casa e alla patria.
Noi prendiamo la libertà, in questo contesto, di chiedervi
ciò che segue:
"Perché il vescovo e i suoi preti o generalmente i membri della
Chiesa Cattolica sono una tale seccatura ad alcuni degli apprezzati
concittadini? Quale male abbiamo portato su qualcuno? Chi abbiamo
oppresso e a chi abbiamo portato via i diritti e la dignità
umane? Dove abbiamo messo in pericolo la pace, la coesistenza e
un futuro sicuro? Perché e secondo quali direzioni e ordini noi
siamo costantemente svergognati e insultati? Che cosa ha contaminati
e riempito i nostri cuori?"
Se voi sperate sinceramente di conoscere la verità sui Cattolici
e la loro Chiesa qui ed altrove, perché non chiedete come siamo
e di che cosa abbiamo bisogno e poi giriamo per tutto il mondo?
Come fedeli cristiani dovete essere consapevoli della verità
delle origini di Dio che sono contenute ne! Santo Vangelo e dal
quale noi tutti dovremmo vivere "la retribuzione di Dio dal
cielo è rivelata contro l'empietà e l'ingiustizia
degli uomini che nella loro ingiustizia trattengono la verità"
(Rom. 1,18) - "Chiunque semina ingiustizia raccoglie disastri"
(Prov. 22,8) e "il tortuoso di cuore non trova la felicità
(Prov. 17,20)
FRANJO
KOMARICA
Vescovo di Banja Luka
c.c.:
- P. Radiæ Sindaco di Banja Luka
- Comandante I" Corpo d'Armata Krajina - Banja Luka
- Ministro dell'informazione della Repubblica Srpska - Sarajevo
- Nunziatura Apostolica - Belgrado
- Segretario della Conferenza episcopale della Bosnia-Erzegovina
- Sarajevo
- Segretario della Conferenza episcopale croata - Zagabria
Denuncia
al "Glas Srpski" di Banja Luka
(Prot. n. 306/95 del 6 maggio 1995)
L'AGENZIA
NOTIZIE SRNA DELLA REPUBBLICA SRPSKA RISUONADI FALSITA'
Ai media:
Nel numero di oggi del vostro giornale "Glas Srpski" (la
voce serba) - (n. 7659 in data 6/7 maggio 1995)- ci sono due articoli
dì notizie della SRNA pubblicati, i quali, a metterla dolce,
sono infestati con false informazioni e invenzioni. Noi desideriamo
denunciarle per amore dell'informazione obiettiva. Noi chiediamo
che pubblichiate questa denuncia nel vostro prossimo numero, cominciamo
dall'inizio:
I. Le notizie dell'articolo stampate sulla seconda pagina sotto
il titolo "Ministero del Culto nel governo della repubblica
serba - vescovo non arrestato"
1) Nella lettera del vescovo di Banja Luka, mons. F. Komarica al
ministero della religione, (n. 303/95 datato 5 maggio 1995 c.a.),
non si chiede in nessun posto "una spiegazione della scomparsa
di 16 suore da Nova Topola". Nella lettera è notato
che le suore sono state rapite con forza da questi due antichi conventi.
Il numero di suore non è stato menzionato in nessun posto.
2) In seguito nell'articolo è dichiarato che "nello
stesso messaggio il vescovo Komarica cita che egli personalmente,
costantemente e più recentemente, ha intrapreso tutte le
misure a lui disponibili per proteggere la popolazione esposta
serbo-ortodossa nella regione della Slovenia occidentale..."
La questione non è dello stesso messaggio ma uno dei vari
appelli dalla diocesi di Banja Luka che ho fatto più recentemente,
in particolare la corrispondenza numerata 299/5 e datata 4 maggio
1995, spedita alle organizzazioni UNHCR e ICRC, così come
al altre fonti dei media nei quali, tra altre cose, dichiarai e
richiesi "protezione per ogni persona oppressa senza badare
alla religione o gruppo nazionale ella appartenesse".
3) SRNA nota la seguente dichiarazione fatta dal ministro Davidoviæ:
"Abbiamo informato il Vescovo che le suore sono state trasportate
nella Repubblica Croata a loro personale richiesta. Le agenzie di
notizie hanno avvisato che al loro arrivo in Zagabria, le suore
hanno dichiaralo che il vescovo Komarica era stato arrestato, ciò
non è vero, ed essi potevano avere avuto conoscenza di una
tale informazione".
Questo vescovo non ha fino a questa data ricevuto nessuna informazione
dal ministero della religione, che le suore abbiano fatto una tale
richiesta cioè di essere trasportate in Croazia, né verbalmente
né per iscritto, né siamo stati avvisati che una tale cosa sarebbe
successa a loro.
Per quanto sappiamo, le notizie dell'arresto del vescovo Komarica
furono trasmesse la prima volta dalla agenzia notizie ISKRA della
Repubblica Serba di Krajina, molto prima che le suore potessero
essere arrivate in Zagabria.
4) "lo mi aspetto che il vescovo Komarica continuerà
a chiedere al Governo Croato di impedire il genocidio contro i serbi
nella Slovenia occidentale, "disse il ministro della religione
D. Davidoviæ secondo la SRNA ed egli "confermò che il
governo della Repubblica Srpska, come ha fatto fino ad ora, farà
ogni cosa per assicurare completa protezione per i preti e fedeli
Romani".
Durante questa guerra in innumerevoli occasioni, il vescovo Franjo
alzò la voce per la protezione di "ogni singolo oppresso",
senza badare a quale religione o nazionalità egli appartenga".
Comunque, le sue richieste erano molto spesso "una voce perduta
nel deserto". Malgrado ciò egli continuò ad
alzare la sua voce in protezione di "ogni vita umana"
senza badare a chi essa potesse appartenere, fondandosi sull'impegno
al Vangelo di Cristo che egli è costretto a predicare.
Incluse sono le ultime risposte spedite dall'arcivescovo Cardinale
F. Kuhariæ di Zagabria e dal Presidente della Croazia F.Tuðman inoltrate
al vescovo Komarica e ai suoi appelli per la protezione della popolazione
serba in Croazia.
Noi aspettiamo giustamente che il Governo della Repubblica Srpska
faccia ogni cosa per proteggere i preti e i fedeli cattolici romani
nel territorio della Repubblica Srpska. Il pubblico di casa e del
mondo è consapevole, e così dovrebbe essere l'agenzia
SRNA, che la maggioranza della diocesi cattolica romana di Banja
Luka durante questa intera sfortunata guerra si è comportata
eccezionalmente pacificamente, preparata a soffrire il male piuttosto
che ad infliggerlo a qualcuno! Sfortunatamente l'innegabile violento
rapimento delle suore dai loro antichi conventi in Bosanski Aleksandrovac
e in Nova Topola indicano qualcosa di totalmente opposto alle dichiarazioni
del ministro Davidoviæ.
5) SRNA cita "anche in una storia della SRNA il Capo dell'Ufficio
in Banja Luka denunciò le notizie del sequestro del vescovo
Komarica".
I giornalisti della SRNA non hanno fino ad oggi contattato l'ufficio
del vescovo cosi che il Capo non avrebbe potuto dare tali possibili
dichiarazioni. Coloro che hanno spedito false informazioni nel mondo
dovrebbero essere responsabili di denunciare e non "il capo
dell'ufficio del Vescovo".
II. Una notizia anche stampata a pagina due e titolata "Denunce
del vescovo. Komarica è vivo, sta bene ed è al sicuro".
1) Come detto sopra, il Capo dell'Ufficio del Vescovo non ha denunciato
niente fino ad ora poiché non gli è stato chiesto niente
dalla agenzia SRNA.
2) Nello stesso articolo che il Presidente dei Consiglio per Banja
Luka, Predrag Radiæ dichiara che "le autorità civili
e militari non permetteranno a chiunque di turbare il sistema legale
e certamente non permetteranno di prendere come ostaggi qualunque
autorità religiosa indipendentemente dalla sua confessione
religiosa".
Mentre sono grato al Presidente per queste parole chiaramente espresse,
mi aspetto che i rappresentanti interessati del Governo locale in
altre regioni prendano posizioni chiare e le osservino in realtà
Ossequi.
FRANJO
KOMARICA
Vescovo di Banja Luka
IVICA BO®INOVIÆ
Cancelliere del Vescovo

Dichiarazione
pubblica in risposta alla "dichiarazione" pubblicata da
parte di "Associazioni rifugiati Serbi della precedente Repubblica
Jugoslava di Croazia", pubblicata in Banja Luka il 15 maggio
1995
(Prot. n. 374/95 del 26 maggio 1995)
MALGRADO
I NOSTRI CONSISTENTI SFORZI PER AIUTARE TUTTA QUELLA GENTE OPPRESSA
E SENZA DIRITTO SIAMO COSTANTEMENTE DI FRONTE ALL'INGIUSTIZIA
E A NUOVE ATROCITA'
Cari
Signori/e
Voi riceveste e (pubblicaste) una "dichiarazione" da parte
dell'Associazione Rifugiati Serbi della precedente repubblica jugoslava
di Croazia del 25 maggio 1995, la quale era firmata dal Presidente
dell'Associazione, dr. Milan Vujinoviæ in "risposta all'ultimo
appello del vescovo di Banja Luka al presidente della Repubblica
della Croazia per proteggere i croati in Banja Luka con tutte le
necessarie misure".
Vorrebbe gentilmente notare e pubblicare questa "dichiarazione"
da parte del vescovo di Banja Luka in risposta alla sopra menzionata
dichiarazione.
1) Il vescovo di Banja Luka considera ciò suo dovere, ora
e in futuro, di contribuire a diffondere la verità e a portare
una giusta pace per ogni uomo, ogni comunità religiosa ed
etnica.
2) Le asserzioni notate le "dichiarazione" da parte dell'associazione
rifugiati serbi della precedente repubblica di Croazia sono fondate
su false presunzioni ed evidente ignoranza della verità riguardante
la situazione nella quale si trovano i cattolici nella diocesi
di Banja Luka, né si menziona il comportamento fino ad oggi del
vescovo, riguardante la protezione della libertà e dei diritti
basilari umani e civili per i serbi sia in Bosnia-Erzegovina sia
in Croazia.
3) Basandosi su interventi, dichiarazioni scritte e molte discussioni
che il vescovo di Banja Luka, mons. Franjo Komarica, ha diffuso
ai rappresentanti sia della gente serba o croata nella Repubblica
Srpska e anche in Croazia, a tutta la gente competente in politica
e ai capi di stato e ai rappresentanti della Chiesa Ortodossa Serba
retta da Sua Santità il Patriarca Serbo mons. Pavle, è
evidente che la posizione del vescovo fu per la pace con instancabili
sforzi per proteggere tutta quella gente oppressa privata dei loro
diritti, senza badare alla religione, nazionalità e differenza
ideologica.
4) Noi ci rammarichiamo che i numerosi appelli del vescovo e dell'ordinario
del vescovo fatti fino ad oggi per proteggere i serbi, dovunque
essi fossero esposti all'oppressione, siano boicottati dai media
di entrambi i lati, sono tutti negli archivi di questo ordinario.
5) Ci rammarichiamo anche che i nostri nuovi vicini, cioè
membri della "Associazione Rifugiati Serbi" della precedente
Repubblica Jugoslava di Croazia, sebbene anche loro stessi abbiano
sperimentato l'ingiustizia e la sfortuna della guerra, abbiano emesso
loro stessi questa "dichiarazione" con tutte le sue negative
ripercussioni per noi cittadini indigeni di Banja Luka, così
che questo ci ha causato ingiustizia e ha posto la via per l'accadere
di una ingiustizia, sebbene noi non abbiamo fatto niente per meritarci
questo.
6) Come credenti in Dio, il Padre di tutti, il vescovo Komarica
e tutti i membri della diocesi di Banja Luka faranno in futuro sia
in parole che in opere ogni cosa per contribuire alla riconciliazione
e alla pace nella verità, giustizia e amore. Gioiremo di
più se ci troveremo dalla stessa parte per questo prezioso
motivo con i membri della "Associazione Rifugiati Serbi",
così come con tutta l'altra gente di buona volontà
nella nostra regione e città.
FRANJO
KOMARICA
Vescovo di Banja Luka

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