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I V A N   M E R Z

B  E  A  T  O    I  V  A  N    M  E  R  Z

 

Sarajevo, Banja Luka, Mostar, Trebinje, lì 10 maggio 2003.
Il documento sara' pubblicato dal Regno nel nr. 13. del 1 luglio 2003 insieme ai discorsi del Papa.

BEATI I PURI DI CUORE

Lettera dei vescovi della Conferenza episcopale di Bosnia ed Erzegovina (BK BiH)
in occasione della II. visita apostolica del Santo Padre Giovanni Paolo II alla Bosnia ed Erzegovina e della beatificazione del Servo di Dio Ivan Merz a Banja Luka il 22 giugno 2003.

INTRODUZIONE

            Fratelli sacerdoti, venerabili religiosi e religiose, cari fedeli di Cristo!

            “Beati i puri di cuore, perchè vedranno Dio” (Mt.5,8)

            Queste meravigliose parole del Discorso della montagna di Gesu abbiamo preso come moto della Seconda visita apostolica di Santo Padre Giovanni Paolo II al nostro paese. Tale visita è stata ufficialmente confermata dalla Santa Sede due giorni fa, l’08 maggio, con le seguenti parole: “Domenica 22 giugno di quest’anno il Santo Padre Giovanni Paolo II compirà il viaggio apostolico a Banja Luka in Bosnia ed Erzegovina per proclamare beato il Servo di Dio Ivan Merz”.

            Cosi si realizza finalmente una cosa per la quale tante persone per decenni si sono instancabilmente impegnate e per la quale in molti hanno pregato. Il vicario di Cristo in terra con la sua autorità apostolica eleva agli onori dell’altare della Chiesa Cattolica il primo beato di queste terre, dove il cristianesimo è presente dai tempi apostolici. Questo beato è anche il primo credente laico del popolo croato!

            Vogliamo condividere con tutti voi la gioia per questo meraviglioso dono del Cielo e per questo regalo del Santo Padre Giovanni Paolo Secondo!

Vogliamo ringraziare a tutti voi per le preghiere e la prontezza di spirito per meglio conoscere e più fedelmente seguire questo nostro nuovo beato dalle file della “gente semplice”, un vero “miracolo della grazia divina” (Card. Kuharic).

            Con questa lettera, che oggi vi inviamo, in occasione del 75.mo anniversario della nascita per il cielo del nostro nuovo beato, vogliamo ancora una volta porre la sua meravigliosa figura davanti agli occhi delle vostre anime, affinchè diventi più vicino a tutti. Consapevoli del nostro compito di essere obbligati ad offrire ai giovani le figure limpide e riuscite dalle quali prenderanno esempio per programmare la loro vita e il loro lavoro, vogliamo presentare il nostro nuovo beato in modo particolare ai giovani cristiani. Ivan Merz ha davvero qualcosa da dire e da dimostrare anche ai giovani membri della Chiesa di Cristo, sia nelle nostre diocesi che in tutta l’Europa.

            “Quando finirà questa guerra che crea dei grandi uomini, non  dobbiamo rintanarsi ancora una volta nelle nostre stanze calde raccontando con un bicchiere di vino gli eventi eroici”, scriveva Ivan Merz a 20 anni nel pieno svolgimento della Prima Guerra mondiale. Non immaginava che “questa guerra che crea dei grandi uomini”, con la grazia divina, purificherà anche lui aiutandolo a diventare veramente un grande uomo.  Non immaginava che coloro che verranno dopo di lui “nelle loro stanze calde” racconteranno degli “eventi eroici” che ha realizzato questo insolito soldato di Cristo nella sua lotta contro il diavolo ed il “suo luciferino”, nel suo spinoso cammino verso l’altare di Dio.

            Dalla sua giovane età fino alla morte prematura,  l’unica idea che guidava Ivan era:

“Dobbiamo essere consapevoli della brevità della vita, che è soltanto una minima fase nell’eternità. Cerchiamo di addolcire questo breve tempo con la vita ascetica; giuriamo, come trappisti, di perfezionarsi sempre; stiamo convinti che creeremo grandi opere!”. Dio creava proprio in lui la su “grande opera”, appunto per tale suo atteggiamento nei confronti della vita e per il suo virtuoso vivere!

 

SANTISSIMA TRINITA’ OPERA IN LUI

1.      Dio Padre ha iniziato in lui un opera buona

            “Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato (Ger 1,5), esclama il profeta Geremia nel suo oracolo il quale  potremmo letteralmente applicare al piccolo Ivan, figlio unico dei suoi genitori. Pur essendo gente onesta i di buon cuore, i genitori di Ivan non hanno dato una particolare importanza all’educazione religiosa del loro figlio. Avevano una concezione piuttosto mondana della vita e delle cose. Il loro figlio lo vedevano realizzato in una carriera mondana, con una buona posizione, un sucesso visibile con un abbondante guadagno.

            Ma, il Padre Eterno aveva con lui un piano diverso. Lo prese già da ragazzo nelle Sue mani e da Artista Divino lo plasmava giorno dopo giorno in un uomo sempre più saggio, maturo e virtuoso. E lui, riconoscendo in Dio il suo vero Padre, si abbandonava alla Sua guida divina attraverso tutte le sue vicisitudini giovanili, dubbi, salite e discese.

2.      Gesu Cristo ha continuato

            Ivan da ragazzo non era niente di particolare. Andava a scuola, giocava, aveva la sua bicicletta, attrezzi da tenis e tutte le comodità per la scuola e il divertimento. Ivan non era niente di particolare, ma aspirava a qualcosa di particolare, più alto, più elevato. Durante i suoi studi e il lavoro intellettuale nel profondo del suo animo ardevano eterne domande che tormentano l’anima di ogni giovane uomo: Esiste Dio? Dove si trova? Chi sono io? Che cos’è l’amore? Qual’è il senso della vita? Perché tanto male nel mondo? A che cosa serve la bontà? Cosa c’è dopo la morte?  E molte altre domande. Così, nel suo Diario scrive: “”Non passa il giorno, anzi l’ora, che non mi assalgono le questioni sull’essenza della vita, sul mondo e simili. Io, infatti, credo fermamente, almeno in teoria, forse meglio dire egoisticamente credo, ma tuttavia mi stupisco di tutto!”

            Come intellettuale di grande talento era appassionato della lettura di opere letterarie. Amirava la bellezza della poesia. Con il suo spirito si immergeva nelle profondità e i segreti delle varie filosofie e concezioni di vita e del mondo. Ma in tali opere non trovava una vera soddisfazione dell’anima e della pace spirituale. La sua anima bramava per una verità autentica, quella eterna, unica capace di portare la gioia e la pace all’anima umana. La strada verso una tale verità lui, da intellettuale e pensatore, trovava unicamente nella Sacra Scrittura, nelle opere dei teologi cristiani e nelle varie agiografie dei santi. La risposta a tutte le sue domande enigmatiche la trovava in Gesù Cristo, unica vera ed eterna verità. Gesù era per Ivan la risposta alle questioni della vita, della sofferenza, dell’amore, dell’ingiustizia e molte altre domande che tormentano non soltanto i singoli uomini, ma tutta l’umanità. Non solo oggi, ma dall’origine del mondo. Per Ivan Merz il Gesù Cristo è la vera risposta per tutti i quesiti della vita.

            L’incontro con Cristo nell’Eucaristia è il culmine degli incontri e la gioia immensa. Ivan conobbe Cristo gradualmente, dal giorno in giorno, nella preghiera, nel dolore, nelle sofferenze beliche e negli approfondimenti del pensiero. Cristo, invece, Ivan lo conosceva bene. Sapeva il piano che il Padre Celeste aveva con lui. Così, di giorno in giorno gli si faceva scoprire ed apparire come unico e vero senso della vita e della storia umana.

            Questa sua convinzione Ivan la espresse in una lettera da Parigi, indirizzata alla sua madre: “Sai che la vita all’università di Vienna, poi la guerra, lo studio e infine Lourdes, mi ha del tutto convinto nella veridicità della fede cattolica, ragion per cui tutta la mia vita si svolge intorno al Cristo Signore!”

            Cristo, guardando il zelo di Ivan nella sua giusta lotta per il proprio bene spirituale e il bene comune dell’ uomo e del mondo, con la sua potenza divina guidava il suo pensiero e benediceva la sua opera. Ivan, invece, vivendo la presenza, vicinanza e aiuto di Cristo nella sua vita, cercava di seguirlo sempre di più perfezionando il suo essere cristiano.. Leggendo l’opuscolo “l’Imitazione di Cristo” trovava l’entusiasmo e stimolo per la sua crescita spirituale: “Lego ‘De imitatione Cristi” e rifletto...L’uomo in ogni momento si rende conto quanto è piccolo e quanto, invece, è grande colui  che è morto per noi. Colui che è il Pane, che ci da sé stesso, tutta la sua grandezza, tutto il suo amore. E’ indicibile quello che si sente quando Lui si unisce con noi. Il nostro cuore, come in una eruzione, tende verso Cristo intero, verso la Luce, verso il Dio-Creatore!”

3.      Spirito Santo ha consacrato e compiuto

            “Nessuno può dire ‘Gesù è il Signore’ se non sotto l’azione dello Spirito Santo”, dice S. Paolo (1 Cor 12,3). E Ivan non pronunciava questo santo nome soltanto con le sue labra, ma lo meditava con il suo spirito, lo testimoniava nella sua vita e lo comunicava agli altri. E ciò non si può fare se non nello Spirito Santo! Promettere la sua purezza verginale a Cristo sino alla fine della vita, dalla prima giovinezza, del tutto coscientemente e liberamente si può soltanto nello Spirito Santo! E’ lo Spirito Santo colui che ha spiritualizzato e guidato la vita di Ivan. E’ lo Spirito Santo che ha consacrato e compiuto la vita di Ivan.

Vivere nello Spirito e secondo lo Spirito significa:

 - abbandonarsi completamente nelle mani del Dio Onnipotente;

 - diventare un intimo amico di Cristo, quotidianamente riceverlo della propria anima e spesso meditare i suoi misteri;

 - chiedere l’intercessione della Beata Vergine Maria nella propria vita;

 -  vivere nella Chiesa e per la Chiesa nella totale dedizione e ubbidienza;

 - amare cordialmente e con entusiasmo il Santo Padre  come visibile vicario di Cristo e nostro capo, attuando in modo coscienzioso le sue idee e disposizioni ispirate dallo Spirito;

 - lavorare sul rinnovamento spirituale della propria patria e sulla trasformazione morale delle giovani generazioni che in Cristo deve vedere il suo ideale e lo scopo della vita;

 - sopportare pazientemente i propri sacrifici e sofferenze accettandole con gratitudine e nello spirito di fede.

            Così viveva e lavorava Ivan Merz, amante dello Spirito Santo, vero amico di Cristo Gesù e filiale adoratore del Padre celeste. Ivan è l’espressione di una particolare ispirazione della Santissima Trinità,  che nel suo sconfinato ed immenso disegno, dalle semplici creature terrestri con le loro umane debolezze  quotidiane,  crea uomini ideali di portata celeste! Perciò non ci suonano incomprensibili le parole di Ivan, quando, nell’estasi della sua bramosia soprannaturale pronuncia:  “Dentro di me sento una fiamma per le altezze infinite; l’ardore di un abbraccio sereno con Padre, Figlio e Spirito, dove si arriva soltanto con una disciplinata e tattica continenza di sé stesso!”

            Soltanto colui che riesce coscientemente e totalmente aprirsi ai stimoli dello Spirito di Dio può rispondere come Ivan con seguenti parole: “Ieri era il giorno più importante della mia vita. Ho terminato la nona Comunione eucaristica in onore del Santissimo Cuore di Gesù. Credo di poter guardare le profondità della Santissima Trinità. Devo in qualche modo guadagnare qui l’immenso amore di Cristo. Perciò, cercherò con l’aiuto di Dio di continuare più vigorosamente possibile l’opera di santificazione”.

            Accettando il piano del padre Creatore per mezzo di Gesù Cristo, già dalla sua giovane età, Ivan terminerà la sua vita nello Spirito Santo. Soltanto nello Spirito Santo possono essere pronunciate le parole paoline scritte sulla lapide della tomba di Ivan: “Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno!” (Fil 1,21) completandole con le parole di una ferma personale fiducia nell’amore misericordioso del Cuore di Gesù: “Aspetto la misericordia del Signore ed eterno ed indiviso possesso  della Santissima Trinità. Proprio con tali parole Ivan ha circoscritto la sua vita terrena: l’ha compiuta nello Spitiro Santo!

 

NELLA SANTISSIMA TRINITA’ OPERA NELLA CHIESA 

1.      Amava la Chiesa di Cristo e il Papa suo Vicario

            Perchè ami la Chiesa e il Santo Padre? A una domanda così posta Ivan risponde: “Perchè in essa vedo una limpida immagine del prediletto Dio Salvatore Gesù con tutte le sue perfezioni e nel Santo Padre vedo il mio Dio e il mio Signore  sotto le sembianze umane!” Se qualcuno dei sacerdoti, vescovi o religiosi sia capace di pronunciare nel suo cuore tali parole, allora è veramente colui che sinceramente rispetta e ama la sua Chiesa ed i suoi superiori, e, attraverso loro anzittutto Gesù Cristo, suo capo e suo celeste Sposo.

            Quello che per la nostra Chiesa metropolitana è particolarmente utile in questo momento di grazia in occasione della beatificazione dell’umile e ubbidiente Servo di Dio Ivan Merz, è un sincero ricorrere alla sua intercessione per quello che egli nel suo cuore ha profondamente vissuto: ubbidienza ed affezione alla Chiesa ed ai suoi superiori.

            Lo possiamo invocare senza titubanze: “Esempio di ubbidienza”, “Figlio ubbidiente della Chiesa Cattolica”, “Sincero amante del Santo Padre”, “Devoto veneratore della gerarchia ecclesiastica”. La devozione di Ivan nei confronti della Chiesa traspare in un modo evidente dalla sua lettera all’arcivescovo metropolita di Sarajevo Ivan Evangelista Šarić, nella quale tra l’altro scrive: “E’ chiaro che  noi aquile (il nome della sezione maschile del movimento dell’Azione Cattolica in Croazia e Bosnia ed Erzegovina tra le due guerre mondiali, n.d.tr) ci siamo messi tutti al servizio della Santa (Madre) Chiesa, pronti, con la grazia di Dio, ad aiutarla nella divulgazione del regno del suo Sposo Divino. Non abbiamo nessun secondo scopo se non quello, unico e fondamentale, di unire quante più anime al Gesù. Perciò, ci sottponiamo in modo assoluto, anche in questo,  come in tutte le altre questioni, ai nostri vescovi. E se loro dicessero che siamo in una strada sbagliata, ubbidiremo con cieca sottomissione, ascoltando e lavorando come desiderano loro...Noi abbiamo sempre sostenuto l’idea dell’ubbidienza alle autorità ecclesiastiche e siamo pronti a dare tale esempio dell’ubbidienza anche allora quando ciò sarrà per noi difficile.”

            Quando sarà beatificato lo pregheremo:

- di aiutare con la sua intercessione la sua Chiesa metropolitana, affinchè in essa si realizzi lo spirito di ubbidienza in modo come l’ha vissuta lui;

- che ci ottenga, per la sua intercessione, l’unità ed armonia dei nostri fedeli, nostri sacerdoti, nostri religiosi e religiose con i superiori ecclesiastici, come praticava lui;

- di ispirarci come amare e rispettare Sommo sacerdote e le sue direttive in  modo come lo faceva lui;

- di allontanare dai sacerdoti delle nostre diocesi lo spirito liberalista e mondano e riporta lo spirito di sincera devozione verso Gesù Cristo e la sua Chiesa guidata dai suoi superiori nominati secondo Spirito di Dio.

2.      Venerava i sacramenti, in modo particolare l’Eucaristia

            L’Uomo è preso in un modo particolare dalla fugacità, dal fortuito e dal superfluo. Investe tanta fatica per raggiungere qualcosa che da un giorno all’altro perderà. L’uomo saggio è colui che in questa terra comprende l’essenziale e indirizza i suoi sforzi verso imperituro ed eterno. Ivan Marz era proprio sifatto. Non lo soddisfavano né cose né successi di questa terra. Bramava con tutto il suo essere per l’eterno, dove vedeva la definitiva realizzazione della sua esistenza, della storia e dell’umanità. Perciò, in una sincera espressione manda a dire a tutti coloro che sono prigionieri delle cose materiali di questo mondo: “Riflettendo su questa vita transitoria, non mi va a fare nulla. Unicamente la vita ascetica e monastica...nella devozione dell’Eucaristia forse offre la soddisfazione”. Per Ivan, l’Eucaristia è la realtà più sublime in questo mondo, perchè in essa è personalmente presente Gesù Cristo.             Perciò, partecipa quotidianamente alla santa messa, prega, canta, medita e fa la comunione. Se i nostri giovani partecipassero alla messa domenicale con lo stesso fervore e gioia come Ivan lo faceva quotidianamente! Se come lui lo facessero nella purezza dell’anima umilmente e regolarmente! Se sapessero sinceramente deplorare la mancata partecipazione alla santa messa come lo faceva lui. Viviamo nella fede e nella speranza che anche i nostri giovani, per intercessione del Servo di Dio Ivan, acquistino tale grazia.

            Bramando per l’Eucaristia quotidianamente, Ivan bramava per l’eterna Eucaristia e l’eterna unione con Santissima Trinità: “O quando saremo uniti cantando con i cori celesti, quando ci perderemo...nel canto eterno Sanctus, Sanctus, Sanctus immersi nello splendore divino!” In questi giorni il Santo Padre con grazia di Dio confermerà che Ivan oggi, nella beata atmosfera dello splendore Divino, canta con i cori celesti l’eterna canzone nell’abbraccio imperituro di colui che tanto amava, onorava e adorava in questa terra!

3.  Ispirava instancabilmente la gioventù per Cristo

            Avendo finito gli studi nelle grandi università europee, conoscendo parecchie lingue straniere, Ivan poteva rimanere all’estero e realizzare la carriera che molti giovani possono soltanto sognare. Infatti, molti giovani dopo gli studi all’estero non tornano più nella sua patria. Ivan non era così! L’amore per il suo popolo croato, nel quale viveva e lavorava, era per lui il valore più grande degli interessi di una carriera personale! Che meraviglioso esempio per la giovane generazione odierna!

            Al ritorno dagli studi compiuti  a Vienna e a Parigi, con grande senso di responsabilità inizia la sua vocazione di professore. Fortemente si inserisce nella vita della Chiesa e nel rinnovamento liturgico. Nei giovani profeticamente vede la rinascita e fioritura di una nuova generazione che realizzerà i suoi scopi seguendo l’ideale di Cristo. Ivan promuove queste idee nella “Lega delle Aquile” (“Orlovski Savez”). Appassiona i giovani per la vita, per Cristo, per la serenità dell’anima e per un domani più sano. Egli, manda un messaggio chiaro ed aperto anche ai giovani d’oggi: “La nuova generazione deve essere sana, gioiosa e bella. Quello che è brutto è la conseguenza del peccato. Perciò occorre dominare sé stessi, considerando che la cura della salute e della bellezza é un modo come vincere sé stessi e rafforzare la volontà.”

Ivan Merz é un ideale messaggio di un giovane per un giovane. Se i giovani hanno difficoltà ad accettare l’autorità in qualsiasi modo essa si manifesti, ecco l’esempio di uno che si sottopone all’autorità liberamente e responsabilmente. Ecco le sue parole con le quali stimola alla saggezza della vita ogni ragazzo e ragazza: “”Non dimenticare mai Iddio!” Queste parole Ivan ha scritto nel suo diario per sé stesso, ma anche per quei giovani che si inchinano agli idoli di questo mondo dimenticando il vero Dio. “La compagnia dove si consuma la grappa, vino e fumo, non è compagnia per me...” , scrive Ivan nel suo diario, ma il messaggio è rivolto molto di più ai ragazzi e le ragazze contemporanei  che si perdono nel fumo dei disco-club e nel puzzo delle bevande stupefacenti e delle droghe micidiali. Alla giovane generazione Ivan vuole trasmettere l’incessante verità: “La vita non è godimento, ma sacrificio!”

            “Dio mio, aiutami, concedimi la grazia di diventare il padrone incondizionato del mio corpo. E’ meglio morire che essere molle, schiavo delle passioni!” Questa preghiera Ivan la rivolgeva a Dio per sé stesso, mentre oggi dal cielo la rivolge a Dio per la nostra generazione, affinché non diventi la schiava del proprio corpo e delle passioni, ma eroica gioventù che vince l’edonismo corporeo.

            “Domani vado a ricevere la comunione per rinnovare le mie forze per la battaglia!” E’ lì che sta la fonte dell’energia per tutte le battaglie della vita: nella santa Comunione! Gesù è l’unica vera forza che Ivan cercava regolarmente ogni sabato in santa confessione. La nuova generazione si può purificare unicamente attraverso il sacramento della penitenza, del perdono e della partecipazione all’Eucaristia di Cristo.

4.      Come laico invita alla santità di vita

            Ivan con la sua umile vita invita ogni uomo, credente e non credente, a vivere da santo e in un modo perfetto. Egli ha capito in un modo serio e responsabile il comandamento di Gesù: “Siate perfetti come è perfetto il vostro Padre Celeste”(Mt 5,48). Ivan, giovane, studente, uno tra noi, con le sue debolezze, lotte, cadute e riprese era così solito e così insolito, un santo. Così comune in una maniera non comune. Comune, ma non mediocre. Cadeva, ma si rialzava bramando verso l’alto in una maniera nuova.

            “Questi ultimi giorni ho ceduto abbastanza. Ero un pò pigro, ho mangiato in una maniera disordinata, ho pregato poco, non ho sofferto per niente, mi arrabbiavo, ero anche un pò avaro...perciò ho perso collegamneto con Colui...!” Se noi analizzassimo quotidianamente le nostre azioni, così come faceva Ivan, sicuramnte vivremmo più coerentemente da credenti. Ivan non soltanto faceva l’esame di coscienza, ma, come abbiamo visto, il suo esame di coscenza registrava nel suo diario. Esiste un esame di coscienza più serio? Cosi era in grado di analizzare il suo passato, ravvisare il suo presente e correggersi nel futuro.

            “Ogni credente deve volentieri ascoltare la Parola di Dio e fare la Sua volontà. Con l’aiuto di Dio ricevere frequentemente i sacramenti, specialmente l’Eucaristia; partecipare spesso ai sacri riti, dedicarsi costantemente alla preghiera, all’abnegazione, all’efficace servizio dei fratelli e all’esercitazione in tutte le virtù!” Come se queste parole fossero scritte con la mano di Ivan. Se qualche laico croato abbia attuato queste direttive del Concilio      Vaticano Secondo, era proprio lui Ivan Merz, più di 40 anni prima del Concilio. Se qualcuno abbia desiderato il rinnovamento all’interno della Chiesa, lo era Ivan Merz, l’esempio non soltanto per i giovani, ma anche per tutti noi.

            Ivan era anche il precursore delle nuove idee del Concilio Vaticano II, in quanto cercava di inserire i laici nella loro comunità parrocchiale, nella diocesi, nell’Azione Cattolica, nel lavoro con i giovani, nell’aiuto dei bisognosi, in modo particolare con i suoi scritti.

            Ivan ci ha lasciato in eredità una ricca raccolta degli scritti, oltre 160 tra gli articoli ed opuscoli, mentre gran parte dei suoi scritti è rimasta inedita. La raccolta dei suoi scritti, la cui pubblicazione è già iniziata, conterà una decina di volumi.

            Tutti i scritti di Ivan rivellano “sensus Ecclesiae”. Il noto teologo e giornalista, sacerdote di Sarajevo Cedomil Cekada, in occasione del quinto anniversario della morte di Ivan Merz scrisse questa incisiva frase: “Non ha mai indossato la tonaca e pure era una colonna della Chiesa di Dio.”

            In questa felice occasione vogliamo ringraziare il Dio Onnipotente per questo dono del nuovo beato che il Santo Padre eleverà agli onori dell’altare. Ringraziamo il Santo Padre per la sua seconda visita al nostro paese, per pronunciare ufficialmente, durante la beatificazione, qui in Bosnia ed Erzegovina, a Banja Luka, il nome di quest’uomo eletto del cielo. Ringraziamo anche il nostro Ivan, con le stesse parole che i giovani suoi contemporanei avevano scritto sulla corona di fiori che hanno deposto sulla sua tomba: “Aquila di Cristo, ti ringraziamo per averci mostrato la via al Sole!”

 

CONCLUSIONE 

            Facendo paragone con linguaggio della scienza statistica, tanto i voga, o con quello agonistico nelle competizioni sportive e nell’abbattimento dei primati mondiali, possiamo parlare dei nuovi santi o beati nella Chiesa Cattolica come autentici campioni sui generis. Quando parliamo di Ivan Merz, noi cattolici croati, con orgoglio e con gratitudine al Dio Onnipotente, vogliamo metere in rilievo alcuni dati espressi con linguaggio sportivo:

            Ivan è decimo beato o santo ufficialmente dichiarato nella Chiesa Cattolica croata. Se vogliamo parlare con linguaggio dei premi umani il Servo di Dio viene premiato con medaglia di bronzo, il beato con medaglia d’argento, mentre un santo viene ornato con medaglia d’oro. Esiste qualcosa di più bello dell’elogio di Cristo nella Chiesa di Dio, elogio che in questo mondo proclama il Santo Padre, visibile vicario di Cristo? Cosi, per una vita condotta in una maniera perfetta, gioisce sia la Chiesa militante che quella vittoriosa. Questo è quella “corona di giustizia” di cui parla S. Paolo (2 Tim 4,8).

            Ivan Merz sarà il primo beato laico del popolo croato. Questo è un particolare dono di Dio. Dio lo ha scelto, in questo tempo e spazio, per esortare e chiamare i laici credenti, affinchè ogni uomo di qualsiasi professione e posizione possa diventare perfetto lavorando su sé stesso assiduamente e umilmente dedito alla volontà di Dio.

            Ivan sarà il primo beato in Bosnia ed Erzegovina. Esiste un dono più significativo a quasta giovane terra impregnata di sangue che lotta per il suo futuro? Siamo convinti che Ivan la aiuterà con la sua intercessione, affinchè  in essa vivano felicemente, in parità dei diritti e in guista pace tutti i suoi popoli.

            Ivan Merz sarà annoverato tra i più giovani eletti di Dio croati. E come tale era, è e sarà prima di tutto l’esempio e il protettore della gioventù. Il più giovane di lui era soltanto Marko Križevčanin, morto da martire a 31 anni di vita. Eccoci la guida e il garante che anche i giovani possono essere l’esempio, non soltanto ai loro coetanei, ma anche ai più anziani. Ivan possiamo considerare protettore degli insegnanti, dei catechisti, dei maestri, dei giuristi e di tutti i legislatori. Perché?  Egli studiava, oltre la letteratura, per un pò di tempo anche il diritto e visse giustamente ed onestamente, secondo la legge di Cristo e della sua Chiesa, osservando in un modo esemplare i diritti umani e leggi civili. Come insegnante, professore di ginnasio, sentiva tutti i problemi dell’educazione scolastica e della lotta per il pane quotidiano. Guidava i giovani nel seno della parrocchia e della Chiesa a volare senza sosta, come giovani aquile, verso un gioioso incontro con eterno Sole!

            Con il suo originale messaggio, Ivan sorpassa i confini della Bosnia, Erzegovina e Croazia. Con la sua origine e con la sua formazione spirituale ed intellettuale Ivan unisce in sé vari elementi dei popoli e della cultura europei in un armonioso insieme permeato dalla fede cattolica. Europa unita in una persona sulle fondamenta e sui principi cristiani! La sua lotta e perseveranza sulla via della santità, vera santità, è vero esempio per tutti i ceti e i popoli. Anzi, Ivan è una prova diretta che “un uomo semplice”, che non appartiene ad un ordine spirituale, dovunque vive e cresce, a qualsiasi cultura appartiene, può realizzare la santità di vita lì dove vive e lavora. Egli è una chiara guida all’Europa scristianizzata in agonia di dubbi e tentazioni contemporanee. Ivan Merz è un richiamo all’Europa moderna per un ritorno alle sue colonne cristiane, uniche capaci di salvargli e ridargli la sua antica dignità: il ritorno al Cristo suo ideale.

            La beatificazione di Ivan è un providenziale dono del Cielo ai sforzi dei vescovi cattolici di otto paesi dell’Europa centrale per rinfrescare le radici cristiane del nostro continente, in occasione della “Giornata cattolica”, un programma spirituale e pastorale che dura dalla festività dell’Ascensione del Signore di quest’anno fino alla stessa festività dell’anno prossimo, e per sottolineare che anche per noi il senso della vita consiste nell’essere autentici seguaci di Gesù Cristo.

            Ivan è un giovane ed appassionato profeta cantante dell’era contemporanea:

 - giovane, perchè la sua vita era veramente breve, ma sufficiente per dimostrare come si vive veramente e assiduamente con Dio;

 - appassionato, perchè colui che parla dei doni soprannaturali non può essere che appassionato nello Spirito Santo;

 - profeta,  perchè possedeva lo spirito profetico quando parlava del rinnovamento spirituale e morale dell’uomo e dell’umanità, in modo particolare della gioventù croata, e quando con saggezza parlava di Dio, del Suo Figlio Gesù Cristo e dei valori spirituali;

 - cantante, perchè ci ha lasciato una moltitudine di testi scritti in forma di diario, articoli, cenni, lettere e manuscritti non ancora pubblicati. Tutti questi scritti sono pieni di poesia per la vita, l’amore, l’amicizia, la Beata Vergine Maria, l’Eucaristia, Dio, con uno sguardo nuovo per una generazione nuova. Ivan ci introduce con i suoi scritti nel mistero della sofferenza, del dolore, della penitenza in un modo semplice e vissuto;

 - del era contemporanea, in quanto in ogni tempo trovava il suo posto,  perchè il suo messaggio era accessibile a tutti. Forse, innzittutto perchè il mondo contemporaneo calpesta alti ideali facendosi trascinare nelle mani dei ingannevoli idoli.

            Ivan Merz è un pensatore e maestro di dottrina croato. La raccolta “I pensieri” può essere scritta soltanto da uomini grandi e saggi. Dall’abbondante opera letteraria di Ivan sono stati estratti vari pensieri che possono servire da guida ed ispirazione ad ogni uomo di questo mondo. I suoi sono pensieri sulla vita, varie massime e riflessioni sull’amore, umano e divino, sulla fugacità del tempo, sulla fede, sul matrimonio, sulla purezza, sulla bramosia per l’eterno e l’imperituro. La postulatura per la beatificazione di Ivan Merz ha pubblicato sia i suoi “Pensieri” che i testi e riflessioni intitolati “”La via verso il Sole”, “La fiamma per le altezze”, “L’amore e la purezza”. Fra poco uscirà dalla stampa il libro “Merz e la Chiesa”, dal quale conosceremo ancora meglio il suo pensiero e il suo amore verso la Chiesa, il suo lavoro nella Chiesa e per la Chiesa.

            Ivan è un pensatore, perche con il suo pensiero si immerge in Dio, nell’eterno ed imperituro. Ci regala altruisticamente i suoi umili e saggi pensieri. Per i complicati rebus della vita la sua risposta è semplice: se vuoi essere felice in questa e nell’altra vita credi in Cristo e segui i suoi comandamenti d’amore.

            Egli è maestro di dottrina, perchè ci insegna placidamente come Cristo, ammonisce e indirizza verso colui che è l’unico senso della storia ed esistenza umana: Padre Eterno, Suo Figlio Gesù Cristo e il loro amore – Spirito Santo.

            Cresci e fiorisci lì dove sei. Ciò sarebbe breve e semplice messaggio del nostro imminente beato per tutti noi. Cerchiamo di rispondere alle sfide della vita, vivendo secondo i comandamenti divini, amando Cristo e la sua Chiesa ovunque ci troviamo e qualunque lavoro facciamo. Come membri della Chiesa di Cristo, capeggiata dal più grande missionario del mondo contemporaneo Santo Padre Giovanni Paolo II, consideriamo il nostro dovere in questo momento storico della beatificazione del primo beato della nostra Chiesa Metropolitana e della Secondo visita apostolica del Vicario di Cristo in terra, venire all’incontro gioioso con Papa a Banja Luka, il 22 giugno di quest’anno per vivere la bellezza della comunione cristiana.

            Pregando l’intercessione della Santissima Madre di Dio, Regina dei santi, invochiamo su di voi l’abbondanza di pace e di benedizione divina.

 

Sarajevo, Banja Luka, Mostar, Trebinje, lì 10 maggio 2003.

 

Il documento sara' pubblicato dal Regno nel nr. 13. del 1 luglio 2003 insieme ai discorsi del Papa.  


Dr. Mirko Šikić
(traduzione dal testo croato)

BEATO IVAN MERZ 

            Il futuro beato Ivan Merz è nato a Banjaluka il 16 dicembre 1896 in un ambiente liberale. Ha terminato la scuola elementare a Banjaluka e a Prijedor, dove suo padre era stato trasferito per lavoro. Nel ritorno nella sua città nativa, ha finito il famoso liceo reale e ha fatto l’esame di maturità nel 1914. Dopo la maturità ha frequentato l’accademia militare a Novo Mjesto di Vienna, però non aveva tanta volontà e talento. Già nel 1915 incomincia a studiare Diritto a Vienna. Ha partecipato alla prima guerra mondiale e sul campo di battaglia, in Italia, ha vissuto tutte le stragi della guerra ed è maturato spiritualmente (1916-1918). Dopo la guerra incomincia per la terza volta la facoltà di lettere a Vienna e prosegue nel 1920 a Parigi dove si laurea nel 1922. Incomincia la sua professione di educatore come professore della lingua francese e della letteratura nel liceo classico dell’arcidiocesi a Zagabria. Nella facoltà di filosofia, un anno dopo, si laurea e discute la tesi, veramente insolito per un laico, l’influenza della liturgia sugli scrittori francesi. Già con questo ha dimostrato il suo indirizzo liturgico. La partecipazione alla Santa Messa è stata la sua quotidianità e la base della sua ricca vita spirituale. Si è dedicato in particolare all’educazione dei giovani nelle organizzazioni cattoliche (orlovstvo, krizari). Ha costruito la sua figura spirituale con la preghiera, con la meditazione, con il sacrificio, con l’adorazione davanti al Santissimo e con la dedizione totale alla sua professione. Una delle colonne della sua santità era l’amore per la Chiesa e per il Santo Padre. Ha scritto a sua madre in una lettera: La fede cattolica è la mia professione di vita. Giustamente si può constatare che questo era il motto della sua breve, ma ricca vita. E’ deceduto giovane; aveva appena 32 anni. Questo è accaduto il 10 maggio 1928 a Zagabria. Prima è stato sepolto nel cimitero Mirogoj, però il 16 dicembre 1977 il suo corpo è stato trasferito nella basilica del Cuore di Gesù a Zagabria.

            Il processo della sua canonizzazione è iniziato nel 1958 a Zagabria, per il mandato dell’Arcivescovo dr. Franje Sepera. Dal 1985 il procedimento è andato avanti a Roma e felicemente portato alla fine. Il cinque luglio 2002 in Vaticano è stato proclamato il decreto sulle virtù eroiche del servo di Dio Ivan Merz. Il decreto sulla guarigione miracolosa di Anica Ercegovic da Graduse vicino Sunje in Croazia per intercessione di Ivan, è stata riconosciuta dalla Congregazione per le cause dei santi, ufficialmente è stato proclamato il 19 dicembre 2002. Con questo sono state adempite tutte le condizioni per la beatificazione di Ivan e il Santo Padre ha deciso che questo si svolgerà a Banjaluka, la città nativa di Ivan, il 22 giugno 2003.

 
 

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